Con Ed è un poco la notte e un poco l'alba, Ilaria Tuti disvela la compassione nella barbarie, l'incontro nello scontro, l'esodo nell'invasione e, infine, la speranza nella tragedia. Racconta l'incontro tra due popoli che sulla carta dovevano sottomettere e soccombere, e che infine hanno imparato a conoscersi, trovando in ciascuno un riflesso dell'altro. E ci mostra che è possibile superare ciò che sembra insuperabile, sopravvivere allo sconvolgimento del proprio mondo, perdere ogni cosa e ricominciare. È possibile perché non lo ha fatto qualche eroe immaginario, lo hanno fatto i nostri anziani, continuando a cercare la vita dove sembrava essere rimasta solo cenere.
Grecia, 400 a.C. Pericle, tiranno di Atene, incarica il celebre scultore Fidia di concepire un'opera monumentale per onorare Atena. Nasce così il Partenone, nel quale Fidia colloca un'enorme statua della dea creata utilizzando ben 1137 chili d'oro. In realtà Fidia, d'accordo con Pericle, nasconde l'oro in un luogo segreto, come riserva per i tempi difficili che attendono la città. Ma presto gli ateniesi iniziano a sospettare e il destino dello scultore e del tiranno è segnato. E tutto quell'oro rimane nascosto per secoli... Gran Bretagna, 1802. I collaboratori del diplomatico britannico Lord Elgin incappano in una scoperta sconvolgente: sulla scorta di enigmatici indizi, riescono a individuare l'oro perduto degli dei e spogliano l'Acropoli delle sculture di Fidia. Sulla via del ritorno in Inghilterra, la nave che trasporta i reperti si inabissa nei pressi di una piccola isola, che diventa teatro della più imponente impresa di ripescaggio subacqueo dell'epoca. Ma anche scenario di trame e intrighi letali che vedono gli inglesi scontrarsi con le spie di Napoleone e i temibili servizi segreti del Papato. Oggi. Saranno Oswald Breil e Sara Terracini a provare a risolvere l'enigma della scomparsa e a ricercare l'oro modellato da Fidia, così da riportarlo a casa prima che l'avidità umana lo celi di nuovo al mondo intero.
Tutto, nel piccolo villaggio indiano di Irumi, appartiene alla nobile famiglia dei Deshmukh: la terra, l’acqua, gli animali, le piante. Persino l’aria. Più ancora che delle divinità del tempio, è di loro, di uno sguardo che può decidere della vita e della morte, che gli abitanti hanno timore. Benché bambini, anche Krishna e Ranga, figli di una lavandaia, sanno che i Deshmukh sono onnipotenti e intoccabili. E che le figlie del padrone, Vijaya e Sree, lo sono più di tutti, tanto che non potrebbero rivolgere loro nemmeno la parola. Eppure, con l’ingenuo coraggio dell’infanzia, i quattro bambini stringono un legame molto forte, e altrettanto pericoloso. Quando insieme si troveranno coinvolti in un devastante incidente, le conseguenze saranno dirompenti e si propagheranno nelle loro vite, esiliando ciascuno in modi diversi ai quattro angoli del Paese. Anni dopo, mentre la società è lacerata da violente sommosse, Vijaya e Krishna si ritrovano irresistibilmente attratti l’una dall’altro. Ma ormai il Paese sta bruciando e nessun posto è più sicuro. Il passato esige un prezzo, e loro non sanno se il legame che avevano da piccoli saprà reggere alla furia del cambiamento.
Dopo i turbolenti e incredibili fatti di Treviso del 2015, di Walter Galati si sono perse le tracce. Negli uffici inps dove lavorava non ne sanno nulla, come non sa nulla la moglie Stefania. Forse è in Vietnam, forse altrove. L’ultimo omicidio commissionatogli dall’Agenzia di Londra era infatti una trappola: essendo a fine carriera, e conoscendo troppi dettagli, Galati temeva fosse arrivato il suo momento, anche perché per i killer andare in pensione equivale a morire. Sulle sue tracce, l’oscura figura della Colomba, killer che tutti i professionisti del settore temono ma di cui nessuno conosce la vera identità. A quattro anni di distanza, però, l’ombra della Colomba si allunga ancora minacciosissima, mentre l’Agenzia di Londra è ormai in guerra aperta con la concorrenza parigina. L’attentato terroristico alla Grattugia, l’imponente grattacielo londinese, è il segnale dell’inizio delle ostilità e Galati, dal suo rifugio sicuro, è costretto ad affilare i ferri del mestiere e a tornare in scena. Marta Coppo, sopravvissuta miracolosamente ai tentativi di omicidio del 2015, è suo malgrado ancora coinvolta, forse perché non è chi dice di essere. Come l’agente Barbato, l’unico ad aver visto in Galati qualcosa di molto più pericoloso di un semplice impiegato inps. Mentre l’Italia intera se ne sta imbambolata davanti alla tv ad assistere a un reality show surreale – Il gioco delle Moire, dove nove concorrenti si sfidano a chi ha la storia personale più disastrata –, tra killer professionisti è guerra, e capire da che parte stanno gli altri è sempre più complicato.
Quando arriva a Villa Debora, una villetta Liberty un po' sfiorita nel cuore di Milano, Argenta ha quattordici anni ed è pronta a prendere parte con vivida curiosità al progetto a lungo sognato dalla madre Sara: la casa diventerà infatti un esperimento di co-residenza per sole donne, un modello di abitazione condivisa ideale, dove sostenersi a vicenda e prendersi cura l'una dell'altra. Mentre la casa, abbandonata da anni, viene sistemata e ripulita a fondo, arrivano le prime ospiti, donne sole o in difficoltà. Tra loro ci sono Valeria, in fuga da un marito violento, e sua figlia Adele, che ha la stessa età di Argenta, eppure le due ragazze non potrebbero essere più diverse. Argenta è timida, stravagante, “un incrocio tra un'attrice adolescente che si stava disintossicando e la reincarnazione di una hippie”, mentre Adele è rumorosa e sincera fino alla brutalità: l'iniziale insofferenza reciproca, però, si trasforma via via in amicizia. Le ragazze diventano sempre più complici mentre, sotto la guida di Sara, le donne della casa lavorano, fanno l'orto, cucinano insieme e si offrono supporto: sembra la realizzazione di un'utopia, ma quando questo equilibrio apparentemente perfetto comincia a vacillare, Argenta e Adele per la prima volta sono costrette a interrogarsi sulle regole della casa dettate da Sara, e in generale sul rapporto con le proprie madri. A osservarle, a proteggerle, a custodire i loro segreti e i propri, a raccontarle con uno sguardo divertito e partecipe, è proprio Villa Debora.
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In un piccolo caffè, tra ricordi e tarocchi, Seryeon scoprirà che anche le anime ferite possono guarire. Il tuo cuore quale carta ti sta indicando? Le carte raccontano una storia, la tua. Nel piccolo caffè dove Shin Seryeon legge i tarocchi, l'aria profuma di caffè appena macinato e di storie non dette. È un luogo raccolto, quasi sospeso, in cui i clienti arrivano con dubbi, paure e desideri, e trovano in lei una guida discreta che, tra una tazza fumante e una carta voltata, li aiuta a ritrovare un po' di chiarezza. Anche Shin Seryeon, però, porta con sé un cuore ferito: dopo la fine di una relazione durata tredici anni, si sente smarrita, incerta se l'amore – o anche solo la speranza – potrà mai trovarla di nuovo. La quiete del caffè viene scombussolata da due arrivi inaspettati: Yu Jinju, un artista di webtoon schietto e vivace, di famiglia benestante, la cui vicinanza la irrita quanto la affascina, e il ritorno improvviso del suo ex, che riapre vecchi ricordi ed emozioni mai sopite. Le loro presenze si intrecciano con le letture dei tarocchi, con i sussurri dei clienti, con i piccoli rituali quotidiani del locale. Tra incontri inattesi ed emozioni che riaffiorano, il caffè diventa il posto in cui Seryeon impara a confrontarsi con ciò che è stato e con ciò che potrebbe ancora essere. In quel luogo che ormai è il suo rifugio inizia ad abbracciare la propria indipendenza e scopre che l'amore e la guarigione possono arrivare nei modi più sorprendenti, proprio mentre la vita sembra scorrere tranquilla tra una tazza di caffè e l'altra.
È una giornata di nebbia a Milano, una di quelle che sembravano non esistere più, come se fosse uscita da un romanzo di un altro tempo, da una ballata di giorni lontani. Luca Restelli sta andando al giornale per cui lavora, alle pagine di “cultura”, quelle che non considera nessuno. Non ha ancora quarant'anni, e anche i suoi gusti sono “passati”, come la nebbia di quella mattina: vive di riferimenti letterari e cinematografici, tra insicurezze e un po' di superbo disprezzo per il mondo indolente e arrivista che lo circonda. All'improvviso arriva una notizia, un omicidio in Corso Vercelli, un uomo è stato ucciso nella nebbia con un colpo di pistola, è stata arrestata una donna. La redazione tace sonnolenta, Restelli si fa avanti, la cronaca nera gli è sempre piaciuta. Il servizio è suo. Ma resta di sasso quando scopre il nome della vittima. Giovanni Restelli. Suo padre. Nascerà un'indagine, in cui Luca deciderà di muoversi parallelamente alle forze dell'ordine per scoprire chi ha ucciso il genitore. Per farlo chiederà aiuto a Giorgio Finnekens, geniale scrittore che passa la vita tra libri, fidanzate e qualche bicchiere di troppo. Dopo aver messo in scena la “città eterna” nel suo “La sera a Roma”, Enrico Vanzina racconta l'altra capitale italiana.
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Fra le rovine delle terme dell'Indirizzo, nel centro di Catania, viene trovato il corpo semicarbonizzato di un senzatetto ucciso con un colpo alla testa. Vanina Guarrasi indaga collegando il delitto a una vicenda del passato e agli ambienti della criminalità organizzata.
Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni '60, come nel resto d'Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.
Ricostruzione storica dell’esodo giuliano-dalmata e del contesto che lo precedette e accompagnò: fascismo di confine, guerra, foibe, trattato di pace e migrazioni degli italiani dall’Istria, da Fiume e da Zara.
L'ispettore Chen indaga sulla morte di Guan Hongying, lavoratrice modello e figura pubblica del Partito. La ricostruzione della sua vita porta alla luce aspetti privati incompatibili con l'immagine ufficiale e conduce l'indagine tra potere politico e cambiamenti della società cinese.
Antologia di dodici racconti gialli inediti, uno per ogni mese dell’anno, affidati a dodici autori e ai loro investigatori. Le indagini intrecciano il mistero con la vita quotidiana e il carattere dei protagonisti.


Fino al 31/12/2026 sono aperte le iscrizioni alla XXVII edizione del Premio Letterario.
Iscrizione gratuita
Il suo è un nome già noto al nostro pubblico. Con il racconto "Viafusinatoquarantacinque", Elena si aggiudicò infatti il Premio Speciale Narrativa Giova…
Anna è viva, Marco invece non lo è più. Forse queste non sono le migliori per la nascita di una storia d'amore. Ambientato a Milano nella torrida estate del 2003, il romanzo racconta il surreale incontro tra il mondo dei vivi e quello dei morti...
"Città vuota" è uno dei primi racconti di Elena Piccoli, che le valse il terzo posto nella prima edizione del Premio Ernani, e che viene proposto ora da Another Coffee Stories, una giovane Casa Editrice milanese.
Il suo è un nome già noto al nostro pubblico. Con il racconto "Viafusinatoquarantacinque", Elena si aggiudicò infatti il Premio Speciale Narrativa Giovani (18-25 anni) alla XXIV edizione del Premio Letterario Antonianum, ripetendosi l'anno seguente con il racconto "Passato futuro".
Elena Piccoli (nata a Padova nel 1999), è una giovane autrice che si è già distinta in diversi premi letterari ed è stata pubblicata in alcune antologie.
Elena Piccoli
Città Vuota
Another Coffee Stories, 2025